San Gemini (TR)


Il centro abitato di San Gemini sorge sui resti di un piccolo insediamento di epoca romana, lungo il tracciato dell'antica via Flaminia. La prima menzione certa di San Gemini si trova nell’atto di fondazione dell’abbazia di S. Nicolo' dell’anno 1036 o 1037. Nei secoli seguenti fu dilaniata dalle lotte tra le avverse fazioni di Guelfi e Ghibellini, finché Clemente VII la cedette in feudo agli Orsini nel 1530. Dal 1889 lo sfruttamento industriale delle sue acque minerali l'ha resa famosa in tutto il mondo.

Il borgo medievale è perfettamente conservato: lo testimoniano le chiese, come quella di San Francesco che si affaccia sull'omonima piazza, il Palazzo Vecchio e la Porta Burgi. Molte le emergenze architettoniche di epoca romana - mosaici, domus e cisterne ipogee – e i palazzi gentilizi, fra i quali si annovera la residenza estiva di Antonio Canova. Si segnalano il Geolab, voluto da Piero Angela, uno spazio espositivo permanente dedicato alla divulgazione delle scienze della terra, e il museo Guido Calori, che raccoglie la maggior parte delle opere pittoriche e scultoree realizzate dell'artista.

Nel periodo compreso fra l'ultimo sabato di settembre la seconda domenica di ottobre, San Gemini ospita la Giostra dell'Arme, torneo cavalleresco in onore del patrono San Gemini, di cui si trova notizia già negli Statuti Comunali del XIV secolo.

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