Collescipoli

 

Collescipoli, terrazza medievale su Terni, di origine pre-romana, trae la sua denominazione dal termine celtico sceparo, dispari, che indicherebbe la presenza di un colle unico, isolato. Nel corso dei secoli venne indicata anche come Coldiscipuli, Collescipuri, Gallescipoli e Collis Scipionis, Colle di Scipione, usato per la prima volta nello Statuto di Narni del 1371.
Nel Medioevo fu sottomessa per lunghi periodi al Comune di Narni, e fu anche campo di battaglia delle lotte tra Federico II e Giovanni di Brienne.
Nella gran parte della sua storia fu direttamente soggetta al Papato; prima in quanto parte delle Terre Arnolfe, poi come parte del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia.
La posizione sopraelevata rispetto alla conca ternana, l’assetto urbanistico medievale e l’equidistanza dalla Flaminia a nord e dal diverticolo Flaminia-Salaria, a sud-est, determinarono la sua funzione strategica.

La chiesa di S. Nicolò, di origine romanica, è caratterizzata dal portico antistante a cinque arcate, su cui si affacciano tre portali di accesso alla chiesa, e, sulla sinistra, quello di accesso alla canonica, di rimarchevole bellezza, con stipiti e architrave in elegante bassorilievo e dipinti a candelabra, dell'inizio del secolo XVI.

I miracoli di S. Nicolò affrescati sui lunettoni della navata centrale furono eseguiti nel 1698 da Tommaso Cardani. L’Incoronazione della Vergine, S. Nicola da Bari, S. Michele Arcangelo e S. Rocco, dietro l’altare Maggiore, sono attribuiti ad Evangelista Aquili; l’affresco della Madonna col Bambino e i Santi Domenico e Apollonia sull’altare del braccio sinistro del transetto è firmato e datato Sebastiano Flori 1572.